✴️ = best choice!
Lungo questa via sorgevano numerosi villaggi che fungevano da stazioni di ristoro per viaggiatori, mercanti e samurai.
Tra questi, i due meglio conservati sono Magome e Tsumago, che ancora oggi mantengono intatta l’atmosfera del periodo Edo.
È possibile visitarli percorrendo a piedi il tratto di strada/sentiero che li collega, oggi trasformato in una delle tappe più amate da chi cerca un Giappone più autentico, lontano dai grandi centri e dal turismo di massa.
La sveglia suona all’alba. Facciamo colazione in hotel e in appena venti minuti di auto siamo già a Magome.
Il villaggio, fatto di stradine in pietra, mulini e antichi edifici in legno, è ancora deserto e immerso nel silenzio. L’unico suono che accompagna la mattina è quello dell’acqua che scorre tra i mulini, mentre le piccole botteghe iniziano lentamente ad aprire le porte.
Ne approfittiamo per assaporare la calma e l’atmosfera senza tempo del luogo, scattiamo qualche foto e compriamo alcuni souvenir nelle boutique di artigianato locale — saranno sicuramente i più apprezzati.
Subito dopo, zaino in spalla, ci incamminiamo lungo il tratto dell’antica Nakasendō che collega Magome a Tsumago. Sono circa 8 km di percorso che si snodano in una vegetazione rigogliosa, tra cipressi e bambù. Qua e là si incontrano delle campanelle da suonare per tenere lontani gli orsi, abitanti di queste zone montuose. Lungo il cammino troviamo anche una casa da tè, dove ci fermiamo per un breve ristoro e per lasciare una dedica, oltre a piccoli santuari che punteggiano il sentiero.
Raggiungiamo Tsumago in circa due ore e mezza. Rispetto a Magome, il villaggio appare ancora più antico e conserva un’atmosfera tutta sua, intima e autentica. Poco distante dal centro, percorrendo un breve tratto in salita, si trova il tempio Kotoku-ji, visitabile e particolarmente suggestivo.
Ci perdiamo poi tra le vie che si sviluppano poco sopra il villaggio: di tanto in tanto spunta qualche gatto o si incontrano anziani abitanti intenti a coltivare i loro piccoli appezzamenti di terra. Anche qui non mancano le botteghe, tra cui un negozio che vende kimono usati, dove compro due haori, le tradizionali giacche da indossare sopra il kimono.
Per il rientro prendiamo un taxi fino a Magome, recuperiamo l’auto e trascorriamo il resto del pomeriggio a Nakatsugawa, concludendo così una delle giornate più autentiche del viaggio.
A pranzo dei soba a Tsumago, da Yoshimuraya, che offre soba al grano saraceno, serviti caldi o freddi.
A merenda un buonissimo gelato alle castagne da Suzuya ✴️ (strepitoso!)
A cena, a Nakatsugawa, degli spiedini da Toriyasu: atmosfera piacevole, personale gentile, menù inglese, spiedini ottimi ✴️
“Un viaggio in Giappone non dovrebbe limitarsi solo alle città più importanti, ma includere anche piccoli centri come Takayama” cita il sito dell’Ente Nazionale del Turismo Giapponese JNTO. Ed è proprio così: è in queste località storiche che si riesce davvero a respirare il vero Giappone.
Ci troviamo nelle Alpi giapponesi, nella prefettura di Gifu. Prima di arrivarci, ci siamo fermati con la nostra auto a Gero Onsen, un paese termale circondato dalle montagne.
Takayama, pur essendo più grande e turistica rispetto a Magome e Tsumago, non ha perso il suo fascino. Storia e tradizione emergono passeggiando lungo le stradine del quartiere Sanmachi Suji, costellate di antiche case del periodo Edo. Alcune ospitano oggi botteghe artigianali, altre sono state trasformate in piccoli musei, custodendo secoli di cultura locale. Ricorda una piccola Kyoto, storica ma meno turistica. Ci sono bei negozi dove acquistare articoli di qualità a prezzo contenuto.
Poco distante si trova il villaggio folkloristico Hida, con le sue antiche abitazioni dal caratteristico tetto di paglia a spiovente. Noi lo abbiamo saltato, avendo già visitato in un viaggio precedente un villaggio simile, Shirakawa-go.
A pranzo abbiamo provato un ramen da Ramen Sanmachi: semplice ma davvero buono, con maiale tagliato sottile, uovo e pochi altri ingredienti.
A cena, invece, abbiamo assaggiato la speciale Hida Beef da Kyoshi, un ristorante specializzato in nigiri di carne. Davvero il top ✴️
Dopo cena, abbiamo fatto un assaggio di sakè e gin da Saboriba, un locale molto particolare frequentato quasi esclusivamente da locals. Luci soffuse, teschi qua e là nell’arredo, e un gin molto buono, il Ki-No-Bi, da provare assolutamente.
Futon e bagni in comune. Non male ma c’è di meglio.
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