giorni 8-9

MATSUMOTO & TOKYO

legenda

✴️ = best choice!

GIORNO 8

MATSUMOTO

piantagioni di wasabi e il castello più antico del giappone

Oggi lasciamo Takayama in direzione Matsumoto, una cittadina incastonata tra le Alpi giapponesi. Prima però ci concediamo una colazione come si deve: sorprendentemente all’occidentale, a base di muffin e brownies da Falò Coffee Brewers.

Il viaggio è già di per sé un’esperienza. La strada è estremamente suggestiva, immersa nei boschi che in questo periodo si accendono dei colori del foliage, accompagnandoci per buona parte del percorso.

Prima di raggiungere il centro di Matsumoto, facciamo una tappa alla fattoria di wasabi Daio, la più grande azienda agricola di wasabi al mondo. Le piante di wasabi, infatti, per crescere hanno bisogno di acque purissime e ricche di minerali: una condizione perfettamente soddisfatta in questa zona, ai piedi delle montagne. La fattoria è operativa dal 1917 ed è una meta molto amata soprattutto dai giapponesi — non a caso incontriamo pochissimi turisti stranieri.

Passeggiamo tra le piantagioni, dove il wasabi cresce lentamente lungo corsi d’acqua limpida e freschissima, impiegando circa 18 mesi per raggiungere la maturazione. Al termine della visita ci fermiamo nel ristorante della fattoria per assaggiare alcune specialità a base di wasabi. Il sapore è completamente diverso da quello a cui siamo abituati: nulla a che vedere con la crema verde che spesso viene servita nei sushi italiani. Qui ci viene data persino una grattugia, così possiamo dosarlo fresco direttamente nel piatto, secondo i nostri gusti.

Una tappa insolita, che vale davvero la pena inserire nel viaggio.

Nel pomeriggio arriviamo a Matsumoto e iniziamo subito dalla sua attrazione principale: il castello. Si tratta del castello più antico del Giappone e di uno dei più grandi del Paese. All’esterno, accessibile gratuitamente, si estende un ampio giardino attraversato dal fossato che circonda la struttura, con caratteristici ponti rossi.

Con il pagamento di una piccola quota d’ingresso è possibile accedere all’interno del castello e salire tutti e cinque i piani. La visita permette di scoprire l’architettura difensiva originale: si possono ancora osservare i punti da cui i samurai, tramite strette feritoie, controllavano l’area circostante e respingevano eventuali attacchi.

Se siete nei dintorni ed è ora dell’aperitivo, non perdetevi questo bar ✴️. Il proprietario gestisce una fabbrica di affumicatura e, per pura passione, la sera veste i panni del barista, sempre in compagnia del suo inseparabile bassotto.

Il locale è intimo, accogliente e molto rilassante, arredato con comode poltrone in pelle che invitano a fermarsi più a lungo del previsto. Gli stuzzichini che abbiamo assaggiato sono tutti di sua produzione: patatine e olive affumicate con legno di noce, carne secca di cervo (è anche cacciatore di orsi e ci ha persino mostrato un dente come prova!) e un ottimo salmone affumicato. Completa il tutto una buona selezione di whisky.

Noi lo abbiamo scoperto quasi per caso, nell’attesa di poter entrare a mangiare un okonomiyaki nel ristorante di fronte: un incontro fortuito che si è rivelato una piacevole sorpresa 

cosa abbiamo mangiato

Da Hiroshima Okonomiyaki

  • Okonomiyaki tipico
  • Carne di miso con peperoni
  • Ricci di mare con spinaci

DOVE ABBIAMO DORMITO

Richmond Hotel

Bell’hotel, comodo, pulito e con molti servizi ✴️

giorno 9

BREVE SOSTA A TOKYO

...giusto il tempo di un tattoo!

Oggi ci aspettano circa due ore di guida per riportare l’auto a Kawaguchiko, dove l’abbiamo noleggiata. Da lì prendiamo un autobus diretto per Tokyo e, in altre due ore, arriviamo nel quartiere di Shinjuku.

Il nostro albergo è una sorta di bunker: una struttura minuscola, essenziale, situata in una zona sorprendentemente tranquilla. Sembra quasi di non essere nel cuore di Tokyo. Non credo ci torneremo, ma in questo momento è la soluzione migliore — e anche l’unica.

Abbiamo scelto Shinjuku perché è qui che, mesi prima della partenza, avevamo individuato uno studio di tatuaggi dove farci un souvenir speciale. Lo studio si chiama Japan Tattoo: è piccolo, in posizione centrale, e molto frequentato da turisti, anche perché in Giappone i tatuaggi sono ancora spesso visti con una certa diffidenza culturale.

Ad accoglierci c’è Jill, la ragazza alla reception, gentilissima e con un ottimo inglese. È lei a fare da tramite con Ryo, il nostro tatuatore, per aiutarci a spiegare nel dettaglio cosa desideriamo. Proprio in quei giorni lo studio ha appena vinto un premio al Tokyo Bay Tattoo Festival, nella prefettura di Chiba, e il via vai di clienti stranieri è continuo. Molti entrano sperando in un tatuaggio in giornata, ma vengono rimandati indietro: l’agenda è completamente piena.

Nei prossimi giorni ti portiamo a Nikko, continua a seguirci nel nostro viaggio!