✴️ = best choice!
Mattia lascia a me la programmazione del viaggio.
Di solito funziona così: io organizzo tutto nei minimi dettagli e lui mi segue. Si fida, e se da una parte si solleva dall’impegno della ricerca – che delega volentieri – dall’altra è un compagno di viaggio impeccabile, capace di adattarsi a qualsiasi situazione. Una dote che io, invece, ammetto di avere molto meno. Come in tante altre situazioni della vita quotidiana, ci bilanciamo.
Oggi, però, è una di quelle eccezioni che valgono l’intero viaggio. Una giornata interamente dedicata alla realizzazione di un suo desiderio: salire a bordo di una macchina da corsa, una Nissan GTR, e percorrere i dintorni del Monte Fuji fino a girare sul leggendario circuito del Fuji Speedway.
L’attività è organizzata da Fun2Drive, una realtà specializzata in esperienze di guida sportiva, con sede a poca distanza dal nostro ryokan. Alle 9 del mattino siamo già lì per il briefing introduttivo. L’organizzazione è precisa ma rilassata: ci spiegano le regole, le modalità di guida in gruppo e cosa aspettarci nel corso della giornata.
Le auto tra cui scegliere sono molte, ma lui aveva le idee chiare sin da subito. Ha prenotato la sua preferita – una Nissan GTR R34 blu – già il primo giorno di apertura delle iscrizioni, per essere certo di non farsela scappare. Per partecipare è obbligatorio avere la patente internazionale e, una volta sistemate le formalità, si parte.
Il gruppo viene diviso in due file di auto che procedono una dietro l’altra in direzione del Fuji Speedway. A bordo della prima macchina c’è il “capo” – un personaggio molto simpatico che si raccomanda “please, be careful, don’t hit a bus!” – che ci guida e ci dà indicazioni via radio: quando accelerare, quando mantenere la distanza, come affrontare curve e rettilinei. Anche il semplice trasferimento diventa parte dell’esperienza.
Il Fuji Speedway si trova proprio alle pendici del Monte Fuji ed è un circuito storico, che ha ospitato quattro edizioni del Gran Premio del Giappone di Formula 1. Una volta arrivati, entriamo in pista: prima un giro lento di ricognizione, giusto per prendere confidenza con il tracciato, poi un paio di giri decisamente più veloci, con l’asfalto che scorre rapido sotto le ruote.
Dopo l’adrenalina, ci fermiamo a mangiare nel ristorante del circuito, ancora con il sorriso stampato in faccia. Poi si riparte, direzione Hakone Skyline, una spettacolare strada di montagna fatta di tornanti e saliscendi. Anche oggi il cielo è coperto e il Monte Fuji si nega allo sguardo, ma poco importa: la guida lungo questa strada è talmente divertente da compensare ampiamente la mancanza del panorama.
Nel tardo pomeriggio, una volta ripresa la nostra macchina a noleggio (quella normale), siamo andati a Moto Hakone, per vedere da lontano il famoso torii nell’acqua e le tipiche imbarcazioni.
A pranzo ci siamo fermati nel ristorante del circuito, dove abbiamo mangiato pollo fritto con salsa tartara.
La sera, invece, abbiamo cenato da Gyoza Center, un piccolo ristorantino gestito da due anziani davvero adorabili. I loro gyoza erano ottimi, i più buoni assaggiati durante il viaggio ✴️
Curiosità: durante le ricerche su Google abbiamo notato che molti ristoranti in Giappone avevano punteggi apparentemente bassi. In realtà si tratta di una questione culturale: per i giapponesi assegnare 4 o 5 stelle equivale alla perfezione, qualcosa di raro. Per questo anche locali eccellenti tendono ad avere valutazioni più contenute.
Da Mitake, come la sera prima.
Today is the day!
Dopo tre giorni di attesa, il Monte Fuji finalmente si svela in tutta la sua imponenza e bellezza.
Sveglia all’alba, per aumentare le possibilità di vederlo limpido — di solito, dopo una certa ora, tende a coprirsi. Ci fermiamo subito al primo spot: durante la notte la cima si è leggermente imbiancata e una sottile fascia di nuvole sembra quasi volerlo incorniciare. Uno spettacolo perfetto, che ripaga la levataccia.
Ripartiamo poi, sempre a bordo della nostra auto, in direzione Lago Yamanaka ✴️. Se volete ammirare il Fuji da un punto davvero speciale, questo è un luogo imperdibile. Colori autunnali, pochissima gente, pescatori seduti sulla riva a osservarlo in silenzio e cigni che scivolano sull’acqua: l’atmosfera è incredibilmente rilassante. È uno di quei posti in cui verrebbe voglia di fermarsi più a lungo, anche perché il lago è circondato dal bosco e offre sicuramente splendide passeggiate per godersi la natura con calma.
Complice la giornata perfetta, decidiamo di riprovare anche con la Pagoda Chureito, uno dei punti più iconici per vedere il Monte Fuji. Spoiler: non fatelo. L’affollamento è eccessivo e l’esperienza perde completamente magia. Ore di attesa solo per riuscire a scattare una foto al volo in mezzo alla folla. Noi abbiamo trovato una scorciatoia e scattato da un punto più alto, ma anche così non ne è valsa la pena.
Nel pomeriggio partiamo poi alla volta di Nakatsugawa. Abbiamo scelto questa cittadina come base per visitare i borghi storici di Magome e Tsumago: non avendo trovato disponibilità per dormire direttamente lì — ci sono pochissime strutture e vanno prenotate con largo anticipo — abbiamo optato per questa soluzione. Nakatsugawa si rivela una piacevole sorpresa: tranquilla, poco turistica, curata, e con un’atmosfera rilassata che la rende perfetta per concludere la giornata.
A pranzo ci siamo fermati in un ristorante a Fujiyoshida, ai piedi del parco Sengen che ospita la Pagoda Chureito, dove abbiamo assaggiato un mix di spiedini.
A cena, a Nakatsugawa, siamo usciti con l’idea di mangiare un Okonomiyaki da Jubei, ma per errore siamo entrati nel locale accanto, molto frequentato dai locali. Qui abbiamo ordinato dei gyoza e il piatto tipico a base di cavolo e pollo marinati.
Una volta capito l’equivoco, abbiamo provato a spostarci da Jubei, ma era già al completo: molti ristoranti, soprattutto nelle cittadine più piccole, terminano il servizio piuttosto presto — spesso prima delle 19:00 — e poi non accettano nuovi clienti.
Abbiamo quindi ripiegato su un locale vicino al nostro hotel, dove abbiamo fatto il bis del piatto tipico e aggiunto un mix di spiedini fritti.
Hotel molto bello ed estremamente pulito (si lasciano le scarpe all’esterno e si ritirano le ciabatte all’ingresso), il personale parla bene inglese ✴️
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