giorni 10-12

Nikko e tokyo, prima di partire per il vietnam

legenda

✴️ = best choice!

GIORNO 10

nikko tra templi e natura

Per raggiungere Nikko da Tokyo prendiamo il treno diretto Spacia X Nikko dalla stazione di Shinjuku. Avevamo prenotato i biglietti in anticipo presso la biglietteria JR e in circa due ore arriviamo a destinazione.

Nikko è celebre per i suoi santuari e templi, considerati tra i più belli del Giappone e dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, immersi nella natura rigogliosa del parco nazionale. I complessi più famosi sono presi d’assalto dai turisti, ma è sufficiente imboccare uno dei sentieri che si addentrano nel bosco per scoprire templi più piccoli, silenziosi e incredibilmente suggestivi.

Proprio mentre camminiamo senza una meta precisa lungo uno di questi sentieri, assistiamo a uno spettacolo naturale straordinario. Sopra le nostre teste, tre grandi uccelli si posano su un albero. Colpita dalle dimensioni di uno di loro, estraggo il teleobiettivo dallo zaino e riconosco un gufo — scopriamo in seguito che si tratta di un magnifico allocco degli Urali — attaccato da due cornacchie, probabilmente nel tentativo di scacciarlo dal loro territorio. Dopo pochi minuti i tre spiccano il volo, ma i versi delle cornacchie continuano a riecheggiare nel bosco ancora per un po’. Con i brividi addosso e gli occhi increduli, riprendiamo il cammino.

qualche curiosità

Raggiungiamo così un meraviglioso complesso di templi. Tra questi c’è il Takinoo-jinja Shrine ✴️, anch’esso patrimonio UNESCO.
All’ingresso si trova un torii con un foro al centro. La leggenda narra che, lanciando un sasso per tre volte e riuscendo a farlo passare nel buco, il proprio desiderio si avveri.
Un’altra tradizione riguarda il piccolo ponte di pietra alle spalle del tempio: attraversarlo compiendo un numero di passi pari alla propria età dovrebbe portare fortuna.

Dopo un’abbondante cena a base di sushi, gustato seduti su un tatami da Komekichi Kouzushi, decidiamo di fermarci in un bar lungo la strada di ritorno al ryokan. È un altro locale insolito in cui ci imbattiamo durante questo viaggio: questa volta il titolare è un grande appassionato di treni e di gatti.

Le pareti sono tappezzate di fotografie feline — uno dei gatti del proprietario è diventato addirittura la mascotte del locale — mentre al centro del bancone sfrecciano splendidi modellini di treni in miniatura, curati nei minimi dettagli. Anche il nome, Wine Bar BLESS, è perfettamente coerente con la proposta: nel menù ci sono esclusivamente vini giapponesi.

 

DOVE ABBIAMO DORMITO

Nikko Tokinoyuu

Bellissimo ryokan, curato nei minimi dettagli e con bagno pubblico in stile onsen. 

giorno 11

we'are clooooding

La mattina ce la prendiamo con calma, forse fin troppa. Scendiamo al piano terra e ognuno entra nel proprio onsen — uomini e donne separati, come da tradizione — concedendoci qualche minuto di puro relax.

Una volta usciti, chi avvolto nell’accappatoio (io) e chi senza (Mattia), ci fermiamo nella zona d’ingresso per asciugarci i capelli. È proprio in quel momento che, prima da una parte e poi dall’altra, fa la sua comparsa la signora della reception: una sorta di topolino da biblioteca sulla sessantina, minuta e silenziosa. Con un inglese un po’ incerto e un sorriso timido, ci avvisa con un delicato “cloooodiiing”, indicando l’orologio, che l’onsen sta per chiudere per il turno di pulizia. Quello che ha visto, lo sa solo lei.

Facendo finta di niente, dopo esserci preparati consegniamo le chiavi alla reception e usciamo. Qualche ultimo sguardo ai templi e approfitto dell’occasione per chiedere a una famiglia che sta festeggiando se posso fotografare la loro bambina, vestita con un abito tradizionale.

Il giorno prima avevamo adocchiato un bel ristorantino alla fine del parco, un grill & steak locale che era completamente pieno, così avevamo prenotato per oggi a pranzo. All’ingresso ci fanno togliere le scarpe e ci accolgono in una bella sala in legno, frequentata quasi esclusivamente da gente del posto. Molte famiglie festeggiano con i propri bambini, l’atmosfera è tranquilla, curata e molto autentica. Il ristorante propone una cucina con influenze occidentali — in menu c’è persino la zuppa di cipolle — e noi ordiniamo un hamburger con lo yuba, la pelle del latte di soia che si forma durante l’ebollizione e che qui è considerata una vera specialità.

Nel primo pomeriggio ci incamminiamo verso la stazione e, mentre aspettiamo il treno, facciamo merenda da Meiji no Yakata cake shop, un bar grazioso, attaccato alla stazione, con ottimi dolcetti. Il treno, sempre diretto, ci riporta a Tokyo, alla stazione di Shinjuku, in circa due ore.

Per cena mangiamo da Chukumidosa, un ristorante dietro al nostro hotel che propone un unico piatto: polpo cotto su una grande piastra al centro del tavolo, condito con un sugo di pomodoro molto piccante. Con il fondo di cottura preparano poi del riso alla piastra, una sorta di paella tipica coreana.

In serata proviamo a girare Tokyo alla ricerca di un jazz club, ma scopriamo che, essendo la Giornata della Cultura, sono tutti chiusi.

GIORNO 12

SHOPPING A TOKYO

LAST CALL PER I SOUVENIR

Oggi, per la gioia di Mattia, la giornata è interamente dedicata allo shopping. Finora mi ero (quasi) trattenuta dall’acquistare souvenir, ma questo è l’ultimo momento buono per farlo, quindi via al tour! Ecco le tappe della giornata:

  1. Pokemon Center DX – vicino al quartiere Ginza.
  2. Cartoleria ITOYA a Ginza: otto piani pieni di colori, penne, stampe, acquerelli e qualsiasi cosa un amante della cancelleria possa desiderare.
  3. Mercato di Tsukiji – per un pranzo memorabile da Sushi Dai. Avevamo scoperto questo posto nel nostro primo viaggio in Giappone e anche questa volta si è confermato come il miglior sushi mai mangiato. L’omakase che ci hanno preparato era speciale. Una varietà di pesci eccellente: platessa, tonnetto, sgombro spagnolo, vongole, gamberi dell’Hokkaido, capesante, ricci, tonno in diverse grassezze, anguilla bollita… ogni pezzo era perfetto e squisito. La top choice delle top choices ✴️
  4. Harajuku – Liberty Walk, scelta di Mattia: un negozio famoso tra gli appassionati di auto JDM, situato ad Harajuku, il quartiere della moda giovanile.
  5. Magazines, a Ueno: un negozio che avevamo notato il primo giorno, con belle t-shirt e felpe ricamate. Purtroppo erano unisex e la taglia S era gigantesca.
  6. Gyoza Ohsho a Yurakucho, nella via Gado-shita, una zona frequentata dai salaryman. Udon e gyoza molto buoni.
  7. Per concludere e rendere felice anche Mattia: Akihabara, parcheggio UDX e zona stazione, alla ricerca di macchine particolari.

GIORNO 13

IL VIAGGIO CONTINUA... IN VIETNAM!

Dopo 12 giorni in Giappone, è tempo di una nuova avventura: si parte per il Vietnam!
Continua a seguirci e prendi con noi un volo per Hanoi (sì, fa anche rima!).