Se posso dare un consiglio prima della partenza per questo viaggio, sarebbe questo:
La parte difficile non è organizzare un viaggio. Quello che davvero richiede tempo è imparare a vedere, davvero, un posto quando si è lì. Non limitarsi a collezionare punti di interesse visti e rivisti su Internet o sulle guide di viaggio, ma osservare con attenzione ciò che si ha davanti agli occhi. Scovarne i particolari, trarne lezioni, essere presenti in quel momento e apprezzare ciò che si scopre di avere in più rispetto alle persone di quel posto. Imparare dal loro essere felici con poco, da come danno forma alla natura e ne traggono alimento. Lasciarsi sorprendere dall’imprevisto, sentirsi immensamente lontani ma, allo stesso tempo, straordinariamente presenti.
Il Vietnam, in questo, è un grande maestro. È un paese semplice, in parte caotico — nelle città — ma silenzioso e meditativo nelle zone più naturali.
È quando non sai dove stai andando che lo scopri nella sua umanità e autenticità: nelle piccole e disordinate vie, nei colori e nei sorrisi della gente, nelle loro mani sporche che raccontano chi sono. Un paese che all’inizio spiazza e disorienta, ma che lascia molto nel profondo.
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